Luchino Dal Verme, comandante partigiano, si iscrive al PD

Luchino Dal VermeUn lunghissimo applauso accoglie “Maino”, il Comandante della Divisione Gramsci, che alla presenza di Veltroni a Pavia, in questa soleggiata mattina del 19 marzo, dichiara di voler essere un iscritto al PD, lui che non è mai stato iscritto ad alcun partito: Maino ha 96 anni.

Nato a Milano nel 1912, di famiglia aristocratica lombarda, “Maino”, questo il nome di Dal Verme durante la Resistenza, ha preso parte alla Guerra di liberazione, contribuendo dopo l’8 settembre 1943 all’organizzazione delle prime formazioni partigiane operanti in provincia di Pavia. “Maino”, prima come comandante dell’88a Brigata “Casotti” e poi, come comandante della Divisione garibaldina “Antonio Gramsci”, ha dato un contributo fondamentale alla resistenza armata nell’Oltrepò Pavese. Nel libro “La Resistenza in Lombardia”, pubblicato nel 1965, Luchino Dal Verme, cattolico, ha reso così testimonianza del suo impegno: “Ebbi la responsabilità di comando di una formazione Garibaldi e il primo argomento di cui debbo e voglio parlare sono gli uomini con i quali ho condiviso rischi e responsabilità, in uno spirito di solidarietà e reciproca fiducia, che è certamente il ricordo più vero e più importante che mi sia rimasto…Non dimentichiamo che la Divisione ‘Gramsci’, di cui ebbi la responsabilità di comando, era di promozione comunista. Ebbene, non ho mai saputo quanti fossero comunisti e quanti no, ma so quanti morirono per tutti noi, per la libertà di ciascuno di noi. Questo ci impone di sapere cosa ne abbiamo fatto della nostra libertà o per lo meno che cosa intendiamo farne…

Oggi, questo “giovanotto”, ci ha stupito, ci ha dato una carica in più, ha dato una speranza a quei tanti ragazzi che sventolano in piazza il loro striscione di precari, testimoniando con la sua presenza e con l’adesione al PD  la sua incrollabile fiducia nei grandi valori dell’umanità.

Tu ti sei preso cura del nostro futuro liberandoci dal fascismo, noi ci prenderemo cura del futuro dei nostri figli e della sostenibilità del mondo che stiamo costruendo.

I care, we can,  noi possiamo farlo, insieme.

(parzialmente estratto da www.anpi.it)

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