Sulla creazione del nuovo partito democratico si è già detto molto. Molti di noi si stanno impegnando per (pro) creare un soggetto capace di dare una svolta definitiva alla politica italiana. Fra pochi giorni vedremo il risultato di questo lavoro, ma comunque vada alcune fondanti questioni rimarranno aperte nel PD.
Vorrei quindi che, ognuno di noi, trovasse il tempo, per soffermarsi un attimo a pensare ad alcuni aspetti tutt’altro che secondari, rispetto ai valori che contraddistinguono l’appartenenza ad un gruppo politico rispetto ad un altro.
L’occasione mi è stata data il 6 aprile scorso durante la Notte Bianca di Dario Franceschini a Democratica TV. Chi vuole, può riascoltare le risposte di Dario alle domande che pervenivano in diretta chat da numerosi navigatori della rete collegandosi a http://www.democratica.tv/democratichat/2 e, soprattutto, può leggere le domande che l’intervistatore, Mario Adinolfi, non ha passato.
Alcune riguardavano la scuola.
Si sa come ci sia una parte del PD che pur di difendere il finanziamento alle scuole private, poiché la maggior parte sono cattoliche, non si rende conto che intanto la scuola pubblica perde la capacità di rispondere ai diritti più elementari di equità e giustizia: nella scuola primaria ci sono insegnanti di sostegno messi a fare supplenze quando occorre, tempo pieno distrutto dalla eliminazione delle compresenze, una scuola secondaria lasciata alla deriva dopo l’infruttuoso tentativo di razionalizzare la divisione tra quella di 1° e 2° grado, ragazzi stranieri abbandonati a se stessi per mesi interi ad intuire qualche parola di una lingua a loro sconosciuta.
Una sola, la domanda passata da Adinolfi ed a cui ha purtroppo risposto in modo molto banale Franceschini, con qualche veloce slogan sulla autonomia scolastica, sulla formazione, sulla meritocrazia. Ma il futuro Ministro dell’Istruzione del PD -non sappiamo chi sarà- riporterà dignità nella scuola a partire da una rivalorizzazione della figura docente, da investimenti seri sulla formazione con fondi ad hoc, dalla reintroduzione del tempo pieno nella primaria con il doppio organico, dal ritorno di figure di supporto essenziali per l’inserimento di ragazzi difficili e di altra lingua madre, da una riaffermazione di una scuola laica che lascia ad altri soggetti confessionali, fuori dell’orario scolastico, l’insegnamento della Religione anziché imporlo garantendo di fatto solo finte ed ipocrite ore alternative?